Macchine Volanti
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Multi-artista

Macchine Volanti

Periodo
01-10/09/2026
Categoria
PARKlife by Prologis
Luoghi
1

Macchine Volanti

Il polo logistico Prologis di via di Tor Cervara sorge sull'area di una sede operativa delle Officine Romanazzi, dove dal dopoguerra si allestivano veicoli industriali. L'area è stata demolita e ricostruita per intero.


Il progetto si sviluppa su due piani: le superfici verticali del muro e il piano orizzontale della pavimentazione. Non è una sequenza di murales, è un unico organismo narrante che coinvolge parete e asfalto. Le lacune non sono spazi rimasti vuoti: sono decise, e l'asfalto che vi affiora è parte della composizione tanto quanto il colore.


Il racconto comincia alle due estremità opposte del recinto, con due risposte inconciliabili alla stessa domanda. Hitnes fa emergere da una materia originaria fluida, deliberatamente più grande di ciò che vi appare, due draghi: l'unico animale che l'uomo abbia costruito per intero, e quindi il solo che si possa legittimamente chiamare macchina. Dal loro fuoco nascono farfalle incandescenti, macchine fatte da altre macchine, in una catena che dell'uomo non ha più bisogno. Alessandra Carloni afferma l'opposto: la macchina volante è l'uomo, che sogna e fa viaggiare le proprie memorie, e che in mezzo al viaggio desidera fermarsi e viverlo in solitudine.


Da lì la ricerca si apre in quattro direzioni. Refreshink scava un falso ritrovamento archeologico e consegna il volo a un passato che non è mai esistito, dove le lacune contano quanto le tessere. Parallelamente il mio intervento riporta al desiderio ancestrale con un tratto unico e continuo, che nasce da un vaso antico e si spegne nella punta di un jack, in cerca di risonanza. Mr. Thoms stacca i sensi dal volto e li fa volare per conto loro, perché della realtà abbiamo comunque una visione scomposta, e solo rimettendo insieme le parti si intravede il gigante. Mr.Wany trascina il sole con un Apollo che è soltanto un mezzo: conta la luce che porta, e conta la macchina che porta lui.


Tutto converge sulla parete lunga e sull'asfalto ai suoi piedi. Paolo Psiko riconosce nel cervello la sola macchina capace di volare davvero, e ne dipinge il funzionamento: gli stormi sono le sue connessioni, e quando il fuoco sull'esterno si azzera non è il pensiero a cedere ma l'immagine ordinaria. Un pannello di codice, dipinto a mano, enuncia quella condizione: è lì che l'idea compare. Awer ne raccoglie a terra ciò che resta: la forma si libera, la macchina perde il corpo e diventa corrente di linee e colori, da attraversare a piedi. Non è un epilogo, è il punto in cui la macchina volante smette di avere una figura da riconoscere e comincia a essere qualcosa che si può soltanto percorrere.


Sono grata a Prologis Italia per avermi affidato la direzione artistica all'interno del programma PARKlife. La responsabilità di scegliere gli artisti e di coordinarne il lavoro su un sito unico, tutti nello stesso tempo, non era leggera: il risultato è merito dell'impegno, della professionalità. ma soprattutto della passione di tutti.

Luoghi

  • Roma, Italia (2026)

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