Nel racconto del progetto è qui che la macchina volante libera la forma e si trasforma in energia pura, dettata da linee e colori. Non la si guarda: la si percorre. È un’opera su cui si può camminare, correre, giocare, e che condivide la carreggiata con la segnaletica in esercizio: le strisce pedonali la attraversano da parte a parte e una freccia direzionale si apre un varco dentro il flusso. Ciò che l’artista le chiede è di essere un mezzo di trasporto per la fantasia, di cui alla fine del giro resti un’esperienza e un ricordo.