Macchine Volanti

Macchine Volanti

Macchine Volanti

Sull’asfalto di Tor Cervara si distende una corrente di filamenti profilati in bianco e riempiti da fitti fasci di linee parallele che ne seguono la torsione, passando da un registro cromatico all’altro come se il colore fosse una temperatura del flusso. È un linguaggio che l’artista descrive come qualcosa che si espande al modo di un elemento naturale, propagandosi libero e caotico come fosse acqua o aria, e il cui scopo non è rappresentare ma creare un’esperienza.

Nel racconto del progetto è qui che la macchina volante libera la forma e si trasforma in energia pura, dettata da linee e colori. Non la si guarda: la si percorre. È un’opera su cui si può camminare, correre, giocare, e che condivide la carreggiata con la segnaletica in esercizio: le strisce pedonali la attraversano da parte a parte e una freccia direzionale si apre un varco dentro il flusso. Ciò che l’artista le chiede è di essere un mezzo di trasporto per la fantasia, di cui alla fine del giro resti un’esperienza e un ricordo.

Scheda tecnica dell'opera
Autore Awer
Anno 2026
Tecnica Finitura bicomponente colorata a base di resine in dispersione acquosa e cariche minerali su asfalto
Dimensioni ca. 41 x 6 m
Luogo Roma, Italia
Tipologia Pavimentali